Sonia di Maggio è tornata a Rimini e ora riposa al cimitero di San Maritno Monte L’Abate, dove questa mattina genitori e amici hanno voluto ricordarla prima di tumulare le sue ceneri. Una prima cerimonia era infatti stata celebrata a Lecce. Poco distante, a Minervino la giovane 29enne di Rimini era stata accoltellata dall’ex Salvatore Carfora, 36enne ora in carcere con l’accusa di omicidio, sotto gli occhi dell’ultimo fidanzato Francesco Damiano.
Intanto continuano a emergere particolari sui racconti fatti dall’omicida dopo l’assassinio. “Sconvolgente la lucida freddezza con la quale Salvatore Carfora ha raccontato gli eventi, senza scomporsi e senza un’emozione, senza un minimo di pentimento”.
Così il gip Giulia Proto descrive l’assassino reo confesso della giovane Sonia Di Maggio nel decreto di convalida del fermo dell’uomo di Torre Annunziata. Il 39enne è arrivato nel Salento con l’intenzione, secondo gli inquirenti, di uccidere la ragazza. Un omicidio premeditato e programmato, annunciato con messaggi minatori inviati sia alla ex sia al nuovo fidanzato di lei, e dal tenore – scrive il gip – che rasenta il metodo mafioso: “Ti faccio fare una brutta fine“, “Non sai contro chi ti sei messo“.
Durante l’ interrogatorio in carcere “E’ emerso – scrive ancora il giudice – come Carfora ritenesse che Sonia “se l’era cercata”. Inaccettabile per lui che sino al 27 dicembre fossero stati insieme e che già dopo pochi giorni avesse un nuovo compagno conosciuto a sua insaputa sui social. Così come era inaccettabile che la donna non volesse stare più con lui nonostante negli ultimi due mesi non l’avesse più percossa, e allo stesso tempo normale pretendere che la sua compagna non lavorasse perché essendo una bella ragazza gli uomini la guardavano.
Un amore malato quindi, costellato di violenze e di soprusi dal quale la 29enne aveva cercato di allontanarsi per sempre lasciando a dicembre la casa dove i due avevano convissuto e rifugiandosi nel Salento. Violenze delle quali Sonia portava ancora i segni sul sopracciglio.
Frasi choc quelle dell’uomo che durante l’interrogatorio arriva a dire che “Lui l’amava davvero, a differenza dell’altro che non l’aveva nemmeno difesa” della sua furia