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Rimini: Pecci (Lega) chiede la testa di Sara Donati: “La zarina del PD vuole mantenere la sua poltrona d’oro”

Il capogruppo della Lega, Marzio Pecci, chiede la revoca del presidente del consiglio comunaled di Rimini Sara Dinati.

“A seguito del grave comportamento – scrive Pecci – assunto dal Presidente del consiglio comunale nella seduta di giovedì 13 (il Presidente ha interrotto il regolare svolgimento del voto per allontanarsi dal consiglio e far mancare il numero legale nell’assemblea favorendo in tal modo la maggioranza che era priva di “numeri” per l’approvazione della delibera)” ha chiesto al Presidente della Commissione Permanente di controllo e garanzia, Matteo Zoccarato, di convocare per mercoledì 26 giugno alle 8,45 la commissione sul seguente odg:

“esaminare e discutere il comportamento e l’attività del Presidente del Consiglio Comunale dopo le note vicende accadute durante lo svolgimento dei lavori consiliari di giovedì 13 giugno 2019 e nel triennio appena trascorso” dato che con quel comportamento aveva impedito il “pieno dispiegarsi della funzione pubblica connesso alla carica di consigliere comunale” così come era accaduto tempo fa con la mancata discussione sul bilancio.

Per questa ragione la richiesta di convocazione della 2° Commissione era finalizzata ad offrire al Presidente la possibilità di giustificare il proprio comportamento prima di chiedere la revoca del mandato perché ha violato, più volte, il “criterio di imparzialità” richiesto dall’art. 8, co.3 del regolamento comunale.

Il Presidente, pavidamente, tenta di sottrarsi al confronto in commissione “sfuggendo” alla richiesta della Lega, prima, minacciando infondate ipotesi di querela e poi organizzando una “finta” visita al convento San Francesco nel giorno e ora in cui si sarebbero dovuti svolgere i lavori della commissione di controllo e garanzia.
In questa “fuga” dai propri doveri il Presidente ha coinvolto pure il Segretario comunale che con una mail ha infondatamente giustificato l’inammissibilità dell’odg perché “criptico”.
Per non essere “criptici”, come già riferito al Capogruppo PD, Enrico Piccari, il Presidente deve essere immediatamente revocato dall’incarico per violazione dell’art. 5/ter dello Statuto comunale e per violazione dell’art. 8, co. 2 del Regolamento comunale.

Il comportamento antidemocratico del Presidente e sfrontatamente di parte, frutto della vecchia politica comunista, è dettato dal desiderio di mostrarsi “azzittente” nei confronti della Lega per tentare di diventare la “zarina” di un PD, senza leader, e mantenere la “poltrona d’oro” che vale circa 40.000,00 € all’anno (2017).
Nonostante i pavidi tentativi di sfuggire alla richiesta della Lega di revoca dell’incarico la “neo zarina” non riuscirà a sottrarsi perché l’opposizione non potrà mai essere fatta tacere neanche con le inutili, improrie e devianti citazioni normative del Segretario comunale.

ECCO LA MAIL DEL SEGRETARIO
Gentilissimi,

vi prego di scusare la mancata tempestiva del riscontro richiestomi,
peraltro con una comunicazione email delle ore 15.13 di ieri, per precisare
alcune cose:

a) in qualità di Segretario generale la mia presenza in sedute consiliari o
commissioni, qualora richiesta espressamente e in termini di congruità
delle tempistiche adottate, non viene mai meno;

b) devo, peraltro far rilevare come l’oggetto della commissione di cui è
richiesta la convocazione si risulti quantomeno “criptico” se si richieda di
“esaminare e discutere il comportamento e l’attività del Presidente del
Consiglio Comunale dopo le note vicende accadute durante lo svolgimento dei
lavori consiliari di giovedì 13 giugno 2019 e nel triennio appena
trascorso”.
Infatti, la commissione di controllo e garanzia prevista dall’art.44 del
TUEL e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale ha
generalmente il compito di analizzare l’attività amministrativa dell’ente
nell’esercizio delle proprie prerogative (che sono di controllo politico sui
risultati dell’amministrazione e di verifica sull’attività di governo,
sulla programmazione e sulla pianificazione delle attività, sui risultati e
sugli obiettivi raggiunti), non già i comportamenti e le azioni di coloro
che appartengono all’amministrazione comunale. D’altronde, il principio di
trasparenza imporrebbe che la trattazione degli oggetti iscritti all’ordine
del giorno di qualunque organo o organismo comunale fosse definita in
maniera chiara e inequivocabile, non in forma generica e decrittabile solo
per pochi, tale modalità infatti è idonea ad eludere il principio di
trasparenza e di accessibilità alle attività dell’amministrazione
comunale;

c) qualora “le note vicende accadute durante lo svolgimento dei lavori
consiliari di giovedì 13 giugno 2019 e nel triennio appena trascorso” siano
riferibili a condotte del presidente del consiglio comunali o dei
consiglieri anziani che lo hanno sostituito nel corso di quella specifica
seduta o di altre del triennio di riferimento, mi corre l’obbligo di
rappresentare che, in proposito, l’art.11 del precitato Regolamento per il
funzionamento del Consiglio Comunale, rubricato come “Sindacato sull’operato
del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio”, stabilisca che:
“1. I Consiglieri Comunali possono chiedere chiarimenti al Presidente del
Consiglio sul suo operato, precisando per iscritto i motivi della richiesta.
2. Il Presidente ha l’obbligo di rispondere direttamente o per iscritto,
entro quindici giorni dalla richiesta.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al
Vicepresidente del Consiglio, limitatamente agli atti e comportamenti posti
in essere durante l’esercizio delle funzioni vicarie.

Occorre, pertanto, prudenza che nell’esercizio dei diritti e delle
prerogative dei consiglieri non si violino le norme del D.Lgs. 18.08.2000,
n.267 (in particolare l’articolo 44) e le disposizioni regolamentari
vigenti.

Cordialmente

IL SEGRETARIO GENERALE

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