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Rimini: il Soroptimist Club ha incontrato Giovanna Ollà sul tema della violenza di genere

Numerose le socie, collegate anche da altri Club d’Italia – scrive in una nota il Soroptimist Club di Rimini – che ieri sera hanno partecipato all’incontro via zoom con l’avvocata Giovanna Ollà, penalista di fama del foro riminese dove ha già ricoperto il prestigioso incarico di Presidente dell’Ordine degli Avvocati, ed ora componente del Consiglio Nazionale Forense.

Il Soroptimist Club di Rimini fa parte della Rete Provinciale antiviolenza fin dalla sua costituzione nel 2007 ed ha tra i suoi obiettivi principali l’avanzamento della condizione femminile e l’eliminazione della violenza di genere.

La relatrice ha presentato una profonda disamina della evoluzione normativa sulla violenza di genere, iniziando dalla importante introduzione del reato di STALKING che ha previsto pene severe per contrastare la violenza sessuale e gli atti persecutori. 

Per la prima volta – prosegue il comunicato – è stato riconosciuto come reato una pericolosa forma di intrusione nella vita privata, ma non solo, poiché è stato garantito il patrocinio gratuito da parte dello Stato alla vittima. Nella stessa legge del 2009 si prevede una procedura intermedia, quella di rivolgersi al Prefetto per evitare un processo penale che potrebbe nuocere una seconda volta alla vittima (si parla infatti di vittimizzazione secondaria) in quanto costretta a portare in tribunale i propri fatti più intimi. E’ solo con il decreto legge n.96 del 2013 che è stato introdotto il reato di FEMMINICIDIO e, con la legge Codice Rosso, il tentativo di velocizzare l’attività investigativa e l’inserimento di una nuova tipologia di reato, purtroppo oggi molto frequente, quella del “revenge porn” cioè la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Il quadro si muove quindi su un unico ambito che è quello della repressione penale.

Ma tutto questo ha portato – conclude la nota di Soroptimist Club di Rimini – ad una diminuzione di tali reati? Purtroppo no, come vediamo dalle cronache anche di questi giorni. Cosa fare? Siamo davanti alla necessità di agire su un altro piano, quello preventivo, didattico, informativo e formativo con una stretta collaborazione tra insegnanti, avvocati psicologi in ambito scolastico”.

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