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I temporali non bastano, Emilia Romagna verso piano emergenza siccità

“I temporali delle ultime ore purtroppo non sono eventi che ci consentono di dire che sia superata la siccità, che rimane di livello severo se non estremo”: così  l’assessore regionale alla Protezione Civile e all’Ambiente, Irene Priolo. E le previsioni – aggiunge – ci dicono che anche nelle prossime settimane non ci saranno precipitazioni significative. Le portate fluviali sono ai minimi storici, anche quella del Po, il cuneo salino rimane superiore ai valori soglia in alta e bassa marea, ma i livelli delle falde per l’approvvigionamento potabile non creano particolare allarme. Anche a Pontelagoscuro e a Goro l’impianto di potabilizzazione si mantiene in funzionamento”.

Parte quindi la definizione del Piano per le opere da mettere in atto per il contrasto alla siccità. E’ l’esito della prima riunione della Cabina di regia, riunitasi oggi a Bologna e presieduto dall’assessore Priolo, per condividere gli interventi più urgenti da inserire nelle richieste da sottoporre al Dipartimento nazionale di Protezione civile, con tutte le misure di assistenza alla popolazione e le opere necessarie per ripristinare la funzionalità dei servizi pubblici e delle reti.

Dopo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale sulla crisi idrica e l’assegnazione di 10 milioni e 900 mila euro all’Emilia-Romagna, la Regione ha quindi proseguito il lavoro in stretto raccordo con i soggetti attuatori e il territorio, dopo aver svolto nei giorni scorsi una ricognizione congiunta delle proposte di intervento più urgenti, formulate anche dai gestori del servizio idrico, dai Comuni e dai Consorzi di Bonifica.

“Siamo in attesa di un’ordinanza del capo della Protezione civile, sulla base della quale si concorderanno elementi e tipologie degli interventi urgenti – ha commentato l’assessore Priolo -. In attesa dell’ordinanza abbiamo oggi iniziato la verifica delle opere da inserire nel Piano, che dovrà essere approvato dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. Sicuramente le priorità saranno negli ambiti più attenzionati, cioè Ravenna e Ferrara, ad esempio saranno certamente inseriti nel piano gli interventi dell’acquedotto di Ferrara o quelli per ottimizzare le captazioni da sorgenti o pozzi che attingono in falda e che sono dislocati in vari territori”.

Dopo l’ordinanza del capo Dipartimento della Protezione Civile che definirà le regole, si procederà all’elaborazione della proposta di Piano.

Gli interventi inseriti dovranno essere strettamente connessi all’evento, indicare quale beneficio apportano all’emergenza, i tempi di inizio e fine lavori (che dovranno essere compatibili con la durata dello stato di emergenza). Il Piano sarà poi approvato dal Dipartimento nazionale di Protezione civile.

 

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