In una lettera indirizzata al Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero, il Presidente di Riviera Sicura ha espresso la gratitudine, a nome degli albergatori della Riviera che rappresenta, per l’atmosfera che l’evento ha regalato al territorio. Nella missiva l’Associazione elogia anche “la condotta irreprensibile dei partecipanti, che si è sempre mantenuta in uno spirito gioioso e aperto, regalando alla Città giornate che rimarranno indelebili nei ricordi degli abitanti e degli operatori del turismo”.
L’Associazione prende le distanze dalle realtà che hanno puntato il dito sull’Adunata: “Non escludiamo che si possa essere verificato qualche sporadico ed isolato fatto spiacevole, che non esitiamo a condannare senza se e senza ma – dice il Presidente dell’Associazione Giosuè Salomone – ma in molti casi si è estremizzato strumentalmente, confondendo la tipica goliardia che inevitabilmente accompagna questi eventi a gravi molestie. E questo è sbagliato: pochi stupidi non rappresentano la quasi totalità degli Alpini che ha avuto un comportamento impeccabile. Si è banalizzato e generalizzato all’insegna di luoghi comuni e facili accostamenti. L’Adunata è stata una vera festa per il territorio”.
“Il sondaggio tra le centinaia di albergatori – scrive ancra Riviera sicura – che hanno ospitato gli Alpini ha dato un verdetto unanime e senza eccezioni: nessun fatto spiacevole registrato, malgrado l’assoluta prevalenza di staff femminile nelle strutture alberghiere. E l’input a prendere posizione sull’argomento è stato sollecitato proprio dalle albergatrici che, pur senza volere minimizzare sul delicato argomento, sottolineano come si sia oltrepassato il limite del buon senso nelle accuse sollevate agli Alpini”.
“Saremo ben felici di ospitare le vacanze estive di tanti Alpini che hanno scoperto un territorio splendido come il nostro e la vera essenza dell’accoglienza romagnola – continua Giosuè Salomone – e avremo anzi un occhio di riguardo nei loro confronti quale segno tangibile della nostra gratitudine e dell’apprezzamento nei confronti degli Alpini. Per noi è stato un onore e un privilegio ospitarli per l’Adunata e continuerà ad esserlo se vorranno tornarci a trovare”.
“Molti Alpini hanno già chiesto informazioni per l’Estate – aggiunge Corrado Della Vista – Vogliono tornare con le proprie famiglie perchè sono rimasti entusiasti delle bellezze della Riviera. Li aspettiamo a braccia aperte, sono persone splendide”.
Da parte sua un gruppo di esercenti e imprenditori di Marina Centro ha inviato una lettera aperta:
“Rimini ormai da parecchi giorni fa rima solo con le molestie alle donne da parte dei partecipanti alla 93a Adunata degli Alpini. Si scrive di denunce (tante), raccolte di firme, proteste sempre più forti, rabbia che hanno prodotto e producono dimissioni, scontri politici e accendono gli animi come non accadeva da anni”.
“Siamo un gruppo di esercenti e imprenditori a Marina Centro: di quella parte della città che nei giorni dell’Adunata ha vissuto e respirato, forse un po’ di più rispetto ad altre zone di Rimini, un clima di ritrovata fiducia e speranza. Un’atmosfera di festa e voglia di tornare a vivere; di essere ancora protagonisti dopo due anni e mezzo di pandemia per Covid-19. Le molestie e le offese alle donne vanno combattute, non tollerate: su questo non vi è alcun dubbio. Come non vi è alcun dubbio sul fatto che proprio gli Alpini, nella stragrande maggioranza delle situazioni e nella stragrande maggioranza delle persone qui convenute, abbiano rappresentato per Rimini un’occasione formidabile di condivisione dei valori umani, rispetto reciproco e generoso attaccamento alle istituzioni; forti del loro senso d’appartenenza allo Stato, coesi nel voler dare energia vitale alla comunità. Gli alpini sono da decenni un esempio di generosità e solidarietà; sempre pronti ad aiutare quanti si trovano in difficoltà: su ogni campo essi si trovino”.
“Non possiamo lasciare che il binomio Rimini-Alpini si trasformi in Rimini-Adunata di molestatori e violenti. Ma neppure che si silenzino i tanti aspetti positivi connessi alla loro presenza, al loro modo di essere, al loro desiderio di essere realmente accolti come solo Rimini, realtà cosmopolita, riesce a fare. Puniamo severamente chi ha sbagliato, chi si è macchiato di colpe che oscurano il buon nome del Corpo degli Alpini. E allo stesso modo, con altrettanta convinzione, riconosciamo pubblicamente di aver trovato in loro nuovi amici capaci di grande slancio e onestà”.
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Rimini, 16 maggio 2022