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I dipendenti del centro per l’impiego pongono dubbi sul trasferimento in via Farini

Nel Patto per la Sicurezza stipulato tra le amministrazioni comunali, la prefettura ed il ministro degli Interni Marco Minniti è previsto il trasferimento di parte degli uffici della questura nella sede della provincia di piazzale Bornaccini. Per far posto agli uffici per la questura è necessario spostare la sede del centro per l’impiego attualmente.

L’amministrazione provinciale ha individuato la nuova sede del centro per l’impiego in via Farini (traversa di Corso d’Augusto). Su questo trasferimento i dipendenti del centro hanno scritto una lettera aperta dove manifestano tutte le loro perplessità su questa scelta.

Questa la lettera aperta

“Si, sappiamo che nei pensieri e nelle parole di molte persone, come dipendenti pubblici, siamo dei fannulloni. In questo caso, però, ci stiamo preoccupando dei cittadini che usufruiscono dei servizi per il lavoro e, solo in piccola parte, di noi come lavoratori.

Negli ultimi giorni è stata formulata l’ipotesi di un imminente trasferimento di alcuni uffici della Questura nell’immobile di piazzale Bornaccini, dove sono posizionati gli uffici del Centro per l’impiego, che sembrano essere incompatibili con quelli della Questura. Di conseguenza, è diventato urgente reperire una nuova (o vecchia) sede per il Centro per l’impiego, che è stata identificata in un antico palazzo di via Farini (traversa di Corso d’Augusto), in zona traffico limitato con solo parcheggi a pagamento, in precedenza sede di una scuola.

Presupponendo che si tratta di un edificio in possesso delle certificazioni tecniche di igiene, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ci poniamo il problema del rispetto degli standard di accessibilità.

Siamo sicuri che l’impatto sulla mobilità nel centro storico sia stata considerata correttamente? Chiediamo questo perché conosciamo l’entità (i numeri) delle persone residenti e non, che ogni anno si recano presso i Centri per l’impiego.

Stiamo parlando di persone disoccupate, in molti casi fragili e svantaggiate, e che possono avere diverse forme e gradi di disabilità. Donne e uomini di ogni età e condizione, oltre che imprenditori e consulenti del lavoro.

I dati che sono stati rilevati ufficialmente attraverso il sistema informativo lavoro, per l’anno 2017, indicano circa 19mila persone (di cui circa 4mila disabili ex L. 68/99), con un flusso di accesso annuale che si aggira intorno alle 40.000 unità.
Di conseguenza, la nostra attenzione è rivolta alle persone con disabilità, anche gravi, che potranno trovare solo difficoltà reali di accesso ai servizi.

In questi anni, proprio per la necessaria attenzione da rivolgere alle persone, la Provincia di Rimini e la Regione Emilia-Romagna hanno stabilito ed adeguato gli spazi destinati a questi singolari servizi a degli standard regionali, che riguardano: la sicurezza, la funzionalità, l’accessibilità e il rispetto della privacy, in particolare, per le persone che presentano delle disabilità (ex L.68/99).

La nostra quindi è soltanto una preoccupazione, rispetto alle esigenze delle persone che si rivolgono ai nostri servizi e rispetto alla salute e sicurezza di noi lavoratori, che vorremmo venissero chiarite e ci sembrerebbe corretto che tutta la cittadinanza ne venisse informata.

Abbiamo appena ricevuto un comunicato che i nostri Sindacati di Categoria, in piena condivisione con le Confederazioni Sindacali territoriali hanno richiesto, in data odierna, un incontro al Sindaco proprio su tale questione, tale necessità di “trasparenza” permane egualmente e pienamente.

I dipendenti del Centro per l’impiego.

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